Due soffi

Giulia Veca

Traduit de :
Deux souffles

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Référence électronique

Giulia Veca, « Due soffi  », Revue Quart Monde [En ligne], 233 | 2015/1, mis en ligne le 21 octobre 2019, consulté le 24 octobre 2020. URL : https://www.revue-quartmonde.org/8199

Estratto di Entrare fuori. Marginalità e percorsi di inclusione delle comunità rom, Michele Mannoia e Giulia Veca (a cura di), Aracne, Roma, 2014, pp. 227-228

È successo sotto i miei occhi e intorno alle mie orecchie. È successo davanti al bar, in un viale alberato, in una giornata di caldo soffocante. È successo in pochi secondi, quelli necessari a chiudere il giornale, togliermi gli occhiali da sole, alzarmi dalla sedia. È successo che un adolescente, sulla cui maglietta campeggiava la scritta “Lapo 69”, uscito dal bar con un’amica dopo aver consumato e pagato la colazione, si è ritrovato con una moneta da due euro in mano. Volendo distribuire equamente la somma tra le sue tasche e quelle della coetanea ha pensato bene di tornare indietro e dirigersi verso l’anziana donna rom in piedi davanti all’ingresso del bar e ravanare senza imbarazzo nel suo piattino alla ricerca di due monete da un euro.

Non importa che la donna non abbia opposto resistenza (benché abbia spostato il corpo indietro e teso tutto il braccio in modo da non entrare in contatto con il ragazzo intento a scartare monetine), non importa che lui abbia biascicato un appena comprensibile “me le scambi ?” (senza aspettare la risposta e dando del tu a chi aveva il triplo dei suoi anni), ciò che importa è quel gesto e il pensiero che lo sottende. Mettere le mani nel piattino di una sconosciuta equivale a infilargliele nelle tasche, nella borsa, nel portafoglio. La violenza è la stessa. Il disprezzo è lo stesso.

Avrebbe mai compiuto un gesto simile con un altro essere umano ? Avrebbe mai infilato le mani nel marsupio di un posteggiatore per scambiare dei soldi ? Non credo. Ma una Rom con un piattino in mano, evidentemente, non è un essere umano, non merita rispetto, con lei non valgono le sacre leggi della prossemica1. Davanti a un bancomat o a un distributore di sigarette avrebbe agito allo stesso modo. Ecco cos’era per lui quella donna : un distributore. Ottenuto ciò che voleva ha girato i tacchi e raggiunto l’amica con aria soddisfatta.

Ero sbalordita e non trovavo le parole per dirlo. Poi mi sono girata verso la signora e ho fatto appena in tempo a vedere il suo gesto, un gesto deciso che ha spazzato via tutto : ha soffiato sul piattino. Due soffi intensi e rapidi, uno dietro l’altro. In quei soffi c’era la sua risposta, una risposta secca, elegante, ironica. Una risposta che ha ripristinato l’ordine delle cose, ha “ripulito” le monete, allontanato la sozza scia di quelle manacce e rimesso a posto il mio stomaco.

1 Studio dell'uso dello spazio fisico,

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Giulia Veca

Giulia Veca è laureata in Lettere moderne presso Università Degli Studi di Palermo. I suoi ambiti di ricerca sono la Geografia culturale e i Gipsy studies. Dal 2003 è impegnata nella tutela e nella promozione dei diritti della comunità rom del capoluogo siciliano e dal 2013 è Consulente per le politiche rom del Comune di Palermo.

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