È la paura dei poveri il nuovo, vero razzismo

Umberto Folena

Translated by Jean Tonglet

p. 54-55

Translation(s):
La peur des pauvres : nouveau et véritable racisme

References

Bibliographical reference

Umberto Folena, « È la paura dei poveri il nuovo, vero razzismo », Revue Quart Monde, 254 | 2020/2, 54-55.

Electronic reference

Umberto Folena, « È la paura dei poveri il nuovo, vero razzismo », Revue Quart Monde [Online], 254 | 2020/2, Online since 01 December 2020, connection on 23 October 2020. URL : https://www.revue-quartmonde.org/9976

« Io non sono razzista ma... ». Chi parla così potrebbe aver ragione. No, non è razzista. Non detesta tutti coloro che indossano una pelle "diversamente bianca". Non è come Hitler che si rifiuta di stringere la mano a Jessie Owens, che nel 1936 arriva a Berlino, contro il parere di una fetta consistente del Comitato olimpico Usa e dei suoi stessi fratelli neri, e "rapina" in poche ore quattro medaglie d’oro. Chi parla così con un Owens si farebbe volentieri un selfie e se ne vanterebbe con i suoi compari che, pure loro, « io non sono razzista ma... ».

"Ma" che cosa ? Probabilmente costui non è propriamente un razzista, ma molto peggio. Soffre di aporofobia, parola (parolina, parolaccia : fate voi) che in Italia è usata da pochi studiosi e tecnici, ma non è entrata nel linguaggio comune e forse mai ci entrerà. È formata da due termini greci : áporos, senza risorse, e phóbos, timore : paura dei poveri. Loro, i poveri, sono disprezzati e messi ai margini. Se in Italia sbarcassero frotte...

CC BY-NC-ND