Una sola famiglia umana, cibo per tutti” : La Campagna per il 2014-2015 di Caritas Internationalis

Adriana Opromolla

Translated by Jean Tonglet

Translation(s):
Une famille humaine, de la nourriture pour tous

References

Electronic reference

Adriana Opromolla, « Una sola famiglia umana, cibo per tutti” : La Campagna per il 2014-2015 di Caritas Internationalis », Revue Quart Monde [Online], 230 | 2014/2, Online since 01 January 2015, connection on 21 October 2020. URL : https://www.revue-quartmonde.org/8224

Il cibo non è solo un bisogno umano fondamentale, ma anche un diritto. Questo diritto viene violato ogni giorno per 842 milioni di bambini, donne e uomini che soffrono la fame nel mondo. Il diritto all'alimentazione è al centro della campagna di Caritas Internationalis: Una famiglia umana, cibo per tutti.

Un ottavo della popolazione mondiale soffre la fame nel mondo di oggi (FAO1, 2013) mentre il numero di persone che vivono in estrema povertà supera il miliardo (M. Sepulveda, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani, 2012). La fame e la malnutrizione nel mondo attuale non sono causate da un’insufficiente produzione di cibo : sono dovute piuttosto a un limitato accesso al cibo, a un reddito sufficiente o a risorse produttive (terra, acqua, semi, strumenti e tecnologie) che consentano alle persone in condizioni di povertà di produrre esse stesse gli alimenti o avere abbastanza denaro da poterne acquistare.

Politiche inadeguate e disuguaglianze gravi

La principale causa della fame oggi è l’iniqua distribuzione di cibo, acqua, terra e altre risorse produttive, aggravata dal fatto che in molti Paesi, sia nel Nord che nel Sud, le politiche pubbliche favoriscono gli interessi dell’agricoltura industriale, dell’allevamento e pesca commerciali, e non quelli dei piccoli agricoltori, pastori e pescatori artigianali. La marginalizzazione e l’impoverimento dei piccoli produttori sono conseguenze di queste politiche ottuse. Ed è così che, in un mondo con un livello generalizzato di benessere mai visto prima, le diseguaglianze sociali sono flagranti. Ed anche il livello record di spreco alimentare si inquadra in questa impressionante disuguaglianza. La sovrapproduzione e l’eccesso di consumo alimentare sono un vero oltraggio a quelle centinaia di milioni di persone che soffrono la fame in un mondo di abbondanza.

Necessità di visioni a lungo termine

Altre sfide, senza precedenti, che il mondo deve affrontare oggi sono l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la disponibilità sempre più limitata di risorse naturali come l’acqua, la terra e le foreste. Garantire la sicurezza alimentare per una popolazione in crescita non può più passare attraverso l’industrializzazione dell’agricoltura e il mercato su larga scala. Questo fu l’orientamento seguito a partire dagli anni ‘60, in periodo di piena espansione economica ed elevata domanda alimentare. Oggi invece, dopo i grandi cambiamenti sociali ed economici vissuti dal pianeta, bisogna ripensare la produzione e la sicurezza alimentare insieme alla questione, parallela e complementare, della corretta gestione delle risorse naturali in una prospettiva di sostenibilità.

Per sconfiggere la fame, la malnutrizione e la povertà occorre cambiare una volta per tutte le politiche che impediscono l’accesso alle risorse produttive e ad un reddito sufficiente per i piu` vulnerabili. Occorrono politiche di produzione sostenibile, sia su larga che su piccola scala ; occorre favorire la creazione di reddito attraverso l’impiego e rafforzare la protezione sociale per chi non ne ha ; occorrono investimenti nelle infrastrutture, comprese quelle sanitarie ; ed occorre, soprattutto, adottare prospettive di lungo termine al fine di prevenire future crisi o prepararsi a contrastarne gli effetti. La fame cronica e la malnutrizione costituiscono una grave offesa alla dignità umana. Caritas e` convinta che solo se viviamo come una sola famiglia umana ci saranno risorse alimentari per tutti. Vogliamo porci il termine simbolico del 2025 per raggiungere questo obiettivo.

Un’opzione preferenziale per i poveri

Con la Campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti”, le organizzazioni Caritas di tutto il mondo proclamano l’urgenza di facilitare l’accesso alle risorse, adottare politiche commerciali eque e di agricoltura sostenibile al fine di garantire il diritto all’alimentazione. Ciò mettendo in evidenza l’importante ruolo delle donne nella produzione agricola e nello sviluppo economico. All’apporto delle donne alla sicurezza alimentare verrà infatti attribuito il premio internazionale “Femmes, semeuses de developpement”, che dara` rilievo ad iniziative femminili che in qualsiasi parte del mondo esaltano creatività e innovazione nel garantire un’alimentazione sana e adeguata.

Invertire la tendenza non e` semplice, ma noi crediamo sia possibile ed anzi addirittura doveroso. La missione di Caritas si fonda sull’opzione preferenziale per i poveri e, dal momento che il cibo ha anche un valore trascendentale, questa campagna si concentra sul diritto all’alimentazione, che è il diritto di tutti, specialmente dei più poveri, a nutrirsi con dignità. Le Caritas di tutto il mondo lavoreranno insieme per aiutare i loro governi e le istituzioni internazionali ad adottare politiche nuove, efficaci e piu` favorevoli ai poveri. Senza garanzie solide (legislative e politiche) per realizzare tale diritto, il rischio di insicurezza o di discriminazione persisterebbe. Ristabilire una ripartizione chiara di diritti e doveri (che riguardi anche il settore privato) offre basi durature per raggiungere la sicurezza alimentare. Il diritto umano a un’alimentazione adeguata è da tempo riconosciuto negli strumenti internazionali ai quali la grande maggioranza dei Paesi hanno aderito : dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948), al Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (1966) ed ancora in strumenti adottati in America Latina e in Africa. Nel 2004 la FAO ha adottato le Direttive Volontarie per la realizzazione progressiva del diritto a un’alimentazione adeguata nell’ambito della sicurezza alimentare nazionale2, le quali sono una guida per gli Stati, raccomandando azioni da intraprendere e favorendo l’integrazione dei diritti umani nelle politiche settoriali relative all’alimentazione.

Un altro importante asse della Campagna si concentra sulla mobilizzazione e sensibilizzazione della rete Caritas e, in generale, della comunità ecclesiale e civile, attraverso la raccolta e la diffusione di buone prassi che, con la giusta visibilità, possono contribuire a una maggiore presa di coscienza dei problemi legati all’insicurezza alimentare e incoraggino a trasformare atteggiamenti e comportamenti. In questo rientra, ad esempio, la diffusione di una Carta di Cittadinanza Responsabile che illustrera` in quali modi si puo` incidere sulla fame e la povertà alimentare attraverso i nostri stili di vita. Un ruolo chiave spetterà ovviamente ai media e ai settori preposti alla formazione e all’educazione.

Una campagna, programmi e strumenti

Un altro asse della campagna ruota attorno al coinvolgimento diretto e alla partecipazione delle persone che vivono in situazioni di insicurezza alimentare, per la formulazione delle politiche locali e nazionali che le riguardano in prima persona. Con un gruppo di lavoro ad hoc, stiamo raccogliendo le istanze delle Caritas del Sud e del Nord del mondo, per contribuire alla riformulazione dell’agenda di sviluppo Post 2015. Cio` serve a far emergere una prospettiva propria ai più vulnerabili e marginalizzati.

Le organizzazioni Caritas lavorano da molti anni sul terreno, al fianco dei piu` poveri. Ad esempio, di fronte al deterioramento della situazione alimentare nello Zimbabwe a causa della prolungata siccità, Caritas Zimbabwe (Diocesi di Mutare) ha adottato un programma di sussistenza duratura in alcuni distretti rurali. Questo programma mira ad assicurare in modo permanente i mezzi essenziali all’alimentazione domestica grazie alla promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente, attraverso tecniche di micro-irrigazione. Così il reddito delle famiglie agricole è aumentato da circa 20-25 $ al mese nel 2011 ad una media di 70 $ dopo la vendita del loro surplus di produzione nel 2012. Ma Caritas sostiene i poveri anche attraverso il suo plaidoyer : ad esempio, dopo la crisi alimentare globale del 2008, il Governo del Costa Rica volle rivedere le sue politiche agrarie, offrendo alle organizzazioni di agricoltori l’opportunità di negoziare politiche piu` eque. La Caritas Costa Rica si è impegnata riunendo i rappresentanti dei principali sindacati agricoli per raccogliere le loro opinioni sulla crisi alimentare. Quando gli agricoltori hanno chiesto alla Caritas di aiutarli a elaborare una proposta politica, la Caritas ha organizzato vari incontri tra giugno 2008 e novembre 2011 con una serie di organizzazioni. Questa collaborazione ha dato luogo a raccomandazioni politiche in materia di sicurezza e sovranità alimentare.

Uno dei fondamenti della Campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti” e` appunto, quello degli sprechi alimentari. Il Vangelo di Giovanni narra dell’invito rivolto ai discepoli a raccogliere ciò che è avanzato dalla distribuzione dei pani d’orzo e dei pesci, perché questi non siano buttati via e niente vada sprecato. Le “dodici ceste” raccolte ci obbligano a pensare alla grande quantità di cibo che potremmo ricavare se non buttassimo via quello che avanza una volta soddisfatto il nostro reale fabbisogno. Alcune esperienze di recupero di risorse alimentari vengono dalle Caritas Diocesane italiane, come quella di Lucca. Grazie alla legge del “Buon Samaritano” del 2003 è stato possibile ridistribuire i pasti avanzati nelle mense scolastiche, ma ancora sigillati, che sarebbero altrimenti stati buttati via. Tali esempi concreti ci spingono a conoscere meglio il nostro contesto legislativo per sapere come intervenire più responsabilmente in uno dei campi più cari al Santo Padre, che più volte si è espresso contro la cosiddetta “cultura dello scarto”.

Anche con la sua presenza all’Expo 2015 a Milano3, Caritas si ripropone di fare da cassa di risonanza a questa visione ed a tutti i progetti Caritas che nel mondo utilizzano misure, tecnologie e metodi in grado di gestire le risorse naturali in maniera sostenibile.

Riassumendo, il senso della Campagna è anzitutto di ascolto e di servizio alle persone che vivono in situazioni di insicurezza alimentare. Di ascolto, perché il nostro lavoro è radicato nelle relazioni con i più vulnerabili e marginalizzati, le cui voci fanno più fatica a emergere. Ascoltando loro, possiamo portare nei nostri dibattiti internazionali storie di vita, esperienze e problematiche reali che richiedono la cooperazione di tutti per una risoluzione fattiva di questioni che riguardano ognuno, non solo chi ne è colpito. Di servizio, perché questa è l’identità della Caritas. Nel Libro della Genesi si dice che Dio creò un “giardino” che l’uomo e la donna sono chiamati a coltivare. E coltivare in ebraico si dice abad, che letteralmente significa “servire”. Le nostre comuni radici ci interpellano a servire per amore delle risorse destinate a tutti gli uomini e a tutte le donne, e non solo a pochi.

1 Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura

2 http://www.fao.org/3/y7937f/y7937f00.htm

3 http://it.expo2015.org . Il tema dell’esposizione universale di Milano è Nutrire il pianeta, Energia per la Vita.

1 Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura

2 http://www.fao.org/3/y7937f/y7937f00.htm

3 http://it.expo2015.org . Il tema dell’esposizione universale di Milano è Nutrire il pianeta, Energia per la Vita.

Adriana Opromolla

Cittadina italiana, Adriana Opromolla, avvocato, ha lavorato per due anni presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo e per diversi anni a Bruxelles, prima presso la Commissione Europea e poi presso il Segretariato della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE), poi presso Caritas Europe, dove si è occupata delle politiche sociali. Dal 2008 al 2009 è stata ricercatrice presso la New York University School of Law. Da gennaio 2012 è entrata a far parte della Segreteria Generale di Caritas Internationalis a Roma, dove è responsabile della difesa internazionale della sicurezza alimentare e dei cambiamenti climatici.

CC BY-NC-ND